Premio Capua Follaro d’Oro

La Cooperativa Culturale Capuanova fu fondata da un gruppo di cittadini capuani nel Giugno 1984 con l’intento di promuovere attività sociali e culturali. Con l’introduzione del “Premio Capua Follaro d’Oro” nel 1986 la cooperativa collegò la propria attività con personaggi, enti ed avvenimenti di ambito regionale che stavano operando per costruire un nuovo modo di fare cultura in Campania.

Il riconoscimento viene attribuito a personalità del mondo della cultura, dell’economia, dello spettacolo, della politica e della società civile che si sono distinte per il loro impegno a favore dello sviluppo e della promozione sociale e culturale del Mezzogiorno d’Italia o di tutti i Sud del mondo.

La finalità del Premio è quella di sottolineare i meriti di coloro che, fuggendo dalla logica lamentevole del meridionalismo assistito, si sono imposti all’attenzione dell’Italia, dell’Europa o del mondo, per le loro idee, per la loro attività, per quanto hanno saputo realizzare nel Mezzogiorno od anche a favore del Mezzogiorno, primeggiando nei campi di rispettiva competenza senza mai disconoscere la specificità e la peculiarità delle loro radici.

Spesso la individuazione della personalità da premiare viene fatta in relazione alla storia passata e recente di Capua, che è notevole, ricca di episodi e personaggi, ed attraversa uno spazio di tempo abbastanza ampio. In tutte le scelte fatte fino ad oggi il Premio ha anche avuto l’intento di presentare il territorio capuano a realtà culturalmente e socialmente forti della Regione per determinare relazioni, rapporti ed eventuali collaborazioni importanti per lo sviluppo dell’intero comprensorio.
Capua, da sempre individuata come porta del Sud, sente forte l’appartenenza ed insieme la rappresentanza del territorio campano e ad esso vuole sempre più legarsi offrendo ai suoi migliori esponenti un giusto riconoscimento.

follaro

Nell’immagine l’opera del prof Antonio Borrelli, Follaro 1992 assegnato a Karol Woitila-Papa Giovanni Paolo II

Il Premio consiste in una medaglia di notevole valore artistico, modellata e fusa in un unico esemplare in oro e diverse copie in bronzo, recante su un lato il sigillo di un’antica moneta (Il Follaro) coniata dalla Zecca di Capua durante il Principato del normanno Riccardo II (1090 – 1106). L’altro lato, riprodotto sempre uguale all’originale, raffigura molto verosimilmente il castello nel quale dimorava il principe normanno circondato dalla scritta “Civitas capuana”
La realizzazione della medaglia viene commissionata ad artisti contemporanei che intervengono su un lato con la loro creatività ispirandosi alla personalità premiata.

La medaglia è stata realizzata più volte dal prof. Antonio Borrelli, insegnante dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Successivamente è stata affidata allo   scultore napoletano Annibale Oste, al pittore Livio Marino, atellano di nascita e capuano di adozione, al prof. Riccardo Dalisi, a Sergio Fermariello, al maestro Renato Barisani, allo scultore beneventano Mario Ciaramella, ad Angelo Casciello artista campano riconosciuto fra i maggiori scultori contemporanei italiani, a  Sabato Angiero. Per la precedente edizione del Follaro l’incarico fu affidato ad Andrea Sparaco, decano degli artisti contemporanei della Provincia di Caserta, artista fra i più impegnati nel sociale.

Dalla sua fondazione, con alcune interruzioni e con cadenza annuale il Premio è stato assegnato a:

Maestro Roberto De Simone, regista, musicologo, compositore;

– Prof. Rosario Villari, storico;

– Senatore Prof. Francesco De Martino, politico;

– Prof. Ferdinando Ventriglia, economista, capuano;

– Senatore Prof. Emilio Colombo, più volte Ministro, Presidente del Consiglio dei

Ministri, politico;

S.S. Giovanni Paolo II (il riconoscimento fu consegnato in occasione della visita alla

Diocesi di Capua sotto forma di medaglia ricordo non potendo il Sommo Pontefice

ricevere Premi di qualsiasi natura);

-Professoressa Mirella Stampa Barracco, Presidente Fondazione Napoli ’99;

– Dott. Claudio Gubitosi, ideatore e Direttore del Giffoni Film Festival;

Michele Placido, attore;

Antonio Bassolino, politico, Presidente Regione Campania;

– Prof. Vittorio Silvestrini, scienziato, fondatore di “Città della Scienza”;

Livia ed Alfonso Iaccarino, maestri di cucina, esportatori delle tradizioni culinarie e dei prodotti campani nel mondo;

Achille Bonito Oliva, critico d’arte;

– Padre Michele Piccirillo, archeologo, francescano di Gerusalemme;

Tano Grasso, presidente delle Associazioni Antiracket.

– Don Luigi Ciotti, sacerdote, fondatore del Gruppo Abele e di “LIBERA associazione di nomi e numeri contro tutte le mafie”.

Maria Falcone e Rita Borsellino, testimoni della memoria e del sacrificio di due grandi servitori dello Stato.

– Maestro Riccardo Muti, direttore d’orchestra

 

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