Verso la metà degli anni ’80 Capua era immersa nella gestione del dopo terremoto. L’on.le Manfredi Bosco aveva ormai abbandonato l’idea di far rifiorire “la regina del Volturno” e lasciato il suo posto di sindaco era tornato a Roma a fare il sottosegretario. Nell’aria si percepiva la possibilità di cogliere, con la gran mole di finanziamenti che ricadevano sulla città, la possibilità di risvegliarsi da un antico torpore ma anche il timore di un nuovo “sacco”, di una ricostruzione come quella dei famigerati anni ’50, che non poche inguaribili ferite aveva lasciato nel centro storico. Qualche segnale in tal senso già c’era ed era necessario intervenire subito. Il problema più che politico era culturale e per questo era fuori dalla portata dei partiti allora dominanti (la D.C., maggioranza assoluta in città, il P.C.I. ed il P.S.I.). Un gruppo di cittadini, per la gran parte giovani insieme a due grandi vecchi della sinistra capuana il prof. Vincenzo Galeone ed il Consigliere Provinciale Bruno Giordano, dopo numerosi incontri tenuti nel salone di rappresentanza della nuova sede della Camera del Lavoro di Capua, appena ristrutturata, in Via Seggio dei Cavalieri, decisero che bisognava fare qualcosa, che non si poteva restare a guardare e perciò scelsero di fondare un’associazione culturale. Così il 22 giugno del 1984, presso lo studio del Notaio Maria Marzano, in Piazza dei Giudici a Capua, per iniziativa di 16 capuani nacque la Cooperativa Culturale Capuanova. Lo scopo della società era chiaramente riportato all’art.4 dello Statuto che recita: “La Cooperativa, senza finalità di lucro, si propone di promuovere lo sviluppo culturale della città di Capua e del territorio.
A tal fine intende:
a) Valorizzare il patrimonio artistico, storico e paesaggistico della città per renderlo fruibile dalla cittadinanza e dal turismo;
b) favorire un corretto e armonioso rapporto tra città e ambiente naturale;
c) stimolare nella cittadinanza, e soprattutto nei giovani, la partecipazione alla vita pubblica, il rispetto del patrimonio culturale e il riconoscimento dei valori della Cultura, sia umanistica che scientifica;
d) offrire opportunità di impegno e di crescita culturale dei soci.”
Il tempo ha dato atto della giustezza di quelle idee, in anticipo sulle tendenze dei seguenti anni ’90, coraggiosamente sostenute e portate avanti con rigore e senza tentennamenti da Capuanova grazie al sacrificio di molti ed in particolare del suo primo Presidente, prof. Vincenzo Galeone, del rag. Vincenzo Galluccio da sempre Presidente del Collegio Sindacale, dei soci fondatori (ne rimangono solo 7) e di tutti gli altri che ne sono diventati soci nel tempo ed ancora ne sostengono con entusiasmo l’attività. Dopo venti anni un momento di pausa. Non è ancora arrivato il momento di fare un bilancio in quanto c’è ancora molto da fare a Palazzo Fazio - splendida sede della Cooperativa -. Quel “Palazzo ritrovato” che da solo potrebbe giustificare e rendere gloria a quelli che ebbero l’idea di avviare la meravigliosa avventura di “CAPAUNOVA, Cooperativa di Arte, Cultura, Informazione, Istruzione, Turismo, Sport e Tempo Libero”.
